
Su una linea SIPA SFL, il riscaldamento delle preforme rappresenta quel fattore critico che non si può trascurare. Quando il riscaldatore non funziona correttamente, si verificano rapidamente variazioni di temperatura: fluttuazioni nel peso delle preforme da un ciclo all’altro e picchi di corrente che influiscono negativamente sul funzionamento della macchina. La descrizione tecnica relativa al riscaldatore presente nella macchina SIPA SFL non è semplicemente una formalità: il tunnel di riscaldamento è progettato per funzionare secondo un profilo infrarosso preciso, in modo da garantire stabilità e ripetibilità nei risultati ottenuti, in linea con le caratteristiche energetiche e la logica di controllo della macchina stessa.
Ciò che conta dal punto di vista tecnico Noi costruiamo i riscaldatori sostitutivi seguendo le specifiche della SIPA SFL: utilizziamo emettitori infrarossi a onde corte, dotati di tubi di quarzo e connettori R7, dimensionati in modo da adattarsi perfettamente alle esigenze di montaggio e alla distanza focale richiesta dalla macchina. La densità di potenza è calibrata in modo da assicurare che ogni stazione fornisca lo stesso flusso di calore alla preforma. Il corpo del riscaldatore è realizzato con materiali ceramici ad alta temperatura e riflettori, in modo da mantenere l’energia concentrata sulla preforma stessa, evitando che venga dispersa nelle parti circostanti. La tensione e i collegamenti sono compatibili con quelli presenti nella macchina, quindi l’installazione è semplice e non richiede modifiche elettriche.
Perché funziona bene sulla linea SFL La SIPA SFL è progettata per funzionare con un tunnel di riscaldamento che richiede uno spettro infrarosso preciso e tempi di risposta rapidi. Quando si installa un riscaldatore che soddisfa i parametri indicati nella descrizione tecnica, si ripristina la curva di temperatura desiderata, il che permette di mantenere stabili i parametri legati alla deformazione della preforma e alla distribuzione del calore lungo le sue pareti. In pratica, ciò significa meno prodotti difettosi a causa di problemi legati alla cristallinità o a zone troppo sottili, e un consumo energetico più prevedibile nel corso dell’intera giornata di lavoro. Abbiamo visto macchine funzionare per oltre 5.000 ore con una diminuzione della produzione inferiore al 5%, il che permette di mantenere invariata la calibrazione del tunnel di riscaldamento e di evitare interventi di emergenza.
Dettagli importanti durante l’installazione L’installazione è semplice, ma l’allineamento è fondamentale. È necessario impostare i valori corretti per lo spazio tra i componenti e la distanza focale, fissarli e documentarli. Dopo l’avvio, è necessario attendere un breve periodo di tempo affinché il sistema si stabilizzi. Inoltre, è importante assicurarsi che la ventilazione interna della macchina sia sufficiente: i riscaldatori a infrarossi generano molto calore, e la quantità d’aria presente influisce direttamente sulla durata di vita dei componenti e sulla stabilità termica della macchina. Se la linea viene utilizzata per produrre diversi tipi di prodotti, è consigliabile tenere a disposizione dei componenti di riserva; anche gli emettitori, col tempo, perdono le proprietà originali, quindi è meglio effettuare sostituzioni programmate piuttosto che intervenire in situazioni di emergenza.